Monday, 23 June 2014

Truffe a Londra (o dintorni)

Oggi riporto un post dal forum di ItaliansUnited riguardante una truffa. Una di quelle cose che la gente dice che in UK non succedono, che sono prerogativa italiana. Ovviamente, quando poi gli mostri le prove, cambiano la versione in "ma da noi succede più spesso". Se lo dite voi.

Truffa, qualcuno sa aiutarmi?

Truffa, qualcuno sa aiutarmi?

Messaggio da leggereda jrt984 » 22/06/2014, 11:29
Buongiorno, scrivo a voi perché non so dove sbattere la testa. Premetto che sono stato un fesso. 
Ho acquistato un motore usato per la mia auto da uno smantellatore a Hull, pagato con bonifico. 
Motore arrivato, naturalmente garantito come funzionante ma fuso. 
Mi sono accordato col venditore, lo rispedito indietro ed ora non mi vogliono rimborsare. 
La cifra non è enorme ma è una questione di principio. 
Secondo voi posso fare qualcosa? Grazie. 

Jim
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Re: Truffa, qualcuno sa aiutarmi?

Messaggio da leggereda PietroDC » 22/06/2014, 12:31
ma perche' non ti vogliono rimborsare? dicono che lo hai fuso tu il motore? c'e' modo di dimostrare che non sei stato tu? nelle condizioni di acquisto loro si impegnavano a rimborsare in caso di danno durante il trasporto (te sei in Italia)?
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Re: Truffa, qualcuno sa aiutarmi?

Messaggio da leggereda walli » 22/06/2014, 19:01
probabilemte la miglior cosa e' fare un salto al citizen advice bureau e sentir loro che dicono. o potresti inoltrare un complaint ai trading standards.
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http://www.londonsatman.co.uk/tv-italiana-a-londra-66


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Re: Truffa, qualcuno sa aiutarmi?

Messaggio da leggereda PietroDC » 22/06/2014, 20:50
sempre sul pezzo e puntuale walli
:thumleft:
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Re: Truffa, qualcuno sa aiutarmi?

Messaggio da leggereda jrt984 » 22/06/2014, 22:44
Grazie mille per le risposte, io sono in Italia, ho anche speso 100 euro per rispedirlo indietro. 
Sono un meccanico professionista e prima di installare il motore ho rimosso la testata per controllarlo, un pistone e le relative valvole erano Ko. 
Io sono venuto a conoscenza di questo sito da un sistema di rating che gli dava una buona valutazione. 
Purtroppo però una volta che ho visto che non mi vogliono più rimborsare ho fatto ricerche più approfondite e ho trovato altre persone scontente. 
Lo so, sono stato incauto ma li credevo dei professionisti. 
Potreste spiegarmi un po' meglio quello che mi avete suggerito? Scusate l'ignoranza ma per fortuna non ho mai avuto bisogno di fare certe cose. 
Grazie!
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Re: Truffa, qualcuno sa aiutarmi?

Messaggio da leggereda sabvr » 23/06/2014, 7:31
Ci sono due problemi qua (stando alle leggi Inglese)

In questo caso non sei un consumatore, e la CAB "Citizen Advice Bureau" non ti potra' aiutare, dato che seguono conumatori e non commercianti (qua dicono consumers e traders), secondo problema e' che sei in Italia e fare rivalsa per avvocati attraverso frontiere di costera di piu' che non buttar via il motore pultroppo.
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Re: Truffa, qualcuno sa aiutarmi?

Messaggio da leggereda jrt984 » 23/06/2014, 11:05
Ecco... Immaginavo... Grazie comunque a tutti!
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Saturday, 21 June 2014

Scegliere la seconda lingua

Se state programmando di trasferirvi a Londra, o se già vivete a Londra e state pensando di imparare una seconda lingua, o conoscete una seconda lingua e vi chiedete dove meglio possiate metterla a frutto, ecco a voi una mappa che mostra nei vari borough londinesi quale sia la seconda lingua più parlata dopo l'inglese. Le vostre conoscenze vi aiutano in qualche modo?


Che a Westminster, la seconda lingua più parlata sia l'arabo è, a parer mio, da tenere di conto.

Vedi cara

Non è facile capire,
se non hai capito già...


Friday, 20 June 2014

The undateable women

Giunto ad essere single in tarda età, affrontando questa esperienza tutta nuova per me dato che essendomi sposato veramente giovane non lo sono mai stato realmente prima, mi sono trovato a confrontare le mie (ridotte) esperienze con quelle di un amico single di lunga data. Mi è parso subito chiaro il fatto che la vita da single pare essere abbastanza simile a quella dei leoni e dei predatori in genere, ovvero sono più le sere in cui la pancia rimane vuota che quelle in cui si riesce ad appagare la propria fame. Da questo confronto, inoltre, ho potuto individuare due tipi di donne a cui non conviene assolutamente dare appuntamenti.

Il primo tipo di donna con cui è bene non avere un appuntamento è "la donna impegnata". Che sia impegnata in politica o nel sociale poco importa. E non lasciatevi incantare dal fatto che ha vissuto in Congo per quattro anni a fare chissà quali opere di bene. Non è vero che, come diceva il mio amico, "ne ha viste di tutti i colori". Ne ha "visti" di tutti i colori. O meglio, ne ha visti di un colore solo. E' andata in Congo apposta. Vi obbligherà a sorbirvi la mostra sulla guerra in Iraq, per poi trovare un modo per farvi pagare la cena. Alla faccia di tutte le lotte che quelle come lei hanno fatto in passato per la parità dei diritti. Il diritto a pagare la propria parte non era evidentemente incluso. "She suddenly threw the parcel to me", la frase con cui il mio amico mi ha descritto la sua serata, fa capire abbastanza bene anche il modo secco con cui gli ha lasciato da pagare il conto del ristorante. Per tornarsene a casa, ovviamente.

Il secondo tipo di donna con cui è bene non avere un appuntamento è "il tipo spirituale". Lei pagherà la sua parte del conto anche se siete partiti con l'intenzione di offrire voi, ma ve la darà solo se le congiunzioni astrali sono quelle giuste. E ciò capita una volta ogni 15 anni. Vi ringrazierà della bella serata: "Perché non mi sono sentita pressata. Capisci, vero? Con gli uomini devi sempre stare sul chi vive, senza rilassarti, perché vogliono solo portarti a letto. Con te è stato diverso." E tu pensi: "Ma dove cazzo ho sbagliato?" Quindi scapperà improvvisamente, perché ha visto passare il bus che "forse è quello giusto." Vi ricontatterà lei, magari su Whatsapp: "Ma organizzi qualcosa coi tuoi amici questo sabato?" "Non ho niente in programma, ma se ti fa piacere posso organizzare una cena a casa mia." "Sì! Grazie. Così porto anche due mie amiche." Eccetto che poi, quando le dici esattamente cosa hai organizzato, ti dirà: "Ah, okay. Ti farò sapere." Come, mi farai sapere? Sì, ti farà sapere che: "Mi spiace ma non posso. Devo andare in centro con un'amica."
Te possino... E quella dell'amica proprio non è credibile. Qualcuno aveva tutte le congiunzioni astrali giuste, piuttosto.

Personalmente, preferisco la donna dalla "mente scientifica". Pragmatica, quasi prevedibile, sistematica nelle scelte. Per lei l'universo è un sistema mecanicistico, ne ha una visione quasi maschile. Se le piaci e ritiene che ci siano i presupposti te la da senza farsi troppi problemi. "Perché dovrei negarmi un piacere?" ti dice. E paga sempre la sua parte del conto.

Wednesday, 18 June 2014

Scars

Certe notti eri così in preda all'ansia e alla paura che non riuscivi a dormire. Allora ti abbracciavo e tu cominciavi ad accarezzare la cicatrice che porto sull'avambraccio. Ci passavi leggera le dita sopra, ne delineavi i contorni con la punta delle dita. E piano piano ti rilassavi, perché quello era il mio marchio e da quello mi riconoscevi, da quello avevi la certezza che ero con te. Ed infine ti addormentavi.

Certi giorni io non ero capace di andare avanti. Allora tu stavi davanti a me ed io baciavo quelle cicatrici che ti porti dentro, nascoste a tutti, spaventose nella loro bellezza. Le contemplavo intimorito, ne assaporavo il dolore in punta di lingua, e sapevo che tu eri forte e che insieme lo eravamo ancor di più, e ritrovavo per te la forza di affrontare un altro giorno.

Non so se tu ora hai riguadagnato quell' indipendenza che volevi così fortemente al punto da rimanere sola con le tue paure. Io ne ho guadagnato una cicatrice nell'animo, una cicatrice che non so se un'altra donna vorrà mai accarezzare.

There were nights when you were so ansious and scared to be not able to sleep. Then I hugged you and you began to stroke the scar I bear on my forearm. You ran lightly your fingers on hit, outlining its edges with the fingertips. And slowly slowly, you relaxed, because that was my mark e from that you recognised me, from that you had the certainty that I was with you. And in the end you fell asleep.

There were days when I wasn't able to keep going. Then you stood in front of me and I kissed all those scars which you bear inside of you, hidden to everybody, frightful in their beauty. I, scared, contemplated them, I savored their pain on the tip of my tongue, and I knew that you were strong and that togheter we were even stronger. And I recovered the strenght to face another day.


I don't know if you regained that independence that you want so bad, so bad to accept to be alone with your fears. I gained a new scar on my soul, a scar which I don't know if another woman will ever like to stroke.

Sometimes...

A volte la musica non viene più... e neanche le parole. Mai stato così difficile tirarle fuori da me stesso. E quella rabbia e quell' umore cupo che mi hanno marchiato restano dentro di me, mi sprofondano nel vuoto di una vita che non so più se me la sono scelta o se me l' hanno fatta scivolare adosso senza che me ne accorgessi.
Nessuno da abbracciare prima di addormentarmi; nessuno con cui condividere le piccole gioie e dolori della quotidianità; gli amici improvvisamente troppo impegnati per rivolgermi qualcosa di più di un imbarazzato "Come stai?" quando le nostre strade per caso si incrociano.
Il moribondo è sul letto di morte e un carosello viene inscenato intorno a lui da persone che non hanno o non sanno più cosa dare, o che forse stanno solo prendendo per poi allontanarsi mostrando maschere di mestizia che non è loro e dimenticarsi di lui non appena svoltato l'angolo.

Sometimes the music doesn't come to you anymore... neither the words. It's never been so hard to take them out of myself. And the rage and the sullenless which marked me stay in me, sinking me into the void of a life which I don't know anymore if I choose it or if someone slipped on me whitout I notice it.

Nobody to hug before sleeping; nobody to share the joys and the sorrows of everyday life; the friends suddenly too busy to say me something more than an uncomfortable "How do feel today?" when we come across each other.

The mouribund is on his deathbed and a carouselle is played around him by people who have nothing to do or don't know how to do it, or maybe who are just taking befor quitting, showing masks of a sadness which is not their, and forget about him just turned at the corner.

Tuesday, 17 June 2014

Cantammo in coro

Cantammo in coro giù sulla terra,
amammo in cento l' identica donna,
partimmo in mille per la stessa guerra.
Questo ricordo non vi consoli,
quando si muore si muore soli.


Saturday, 14 June 2014

L' amore al tempo dei Riots: perché me ne sono andato

Talvolta occorre tempo per capire la ragione reale delle proprie azioni. Me ne andai dall'Italia perché ero pieno di rabbia, pieno di rabbia verso la nazione e verso gli italiani. Non volevo avere più niente da spartire con loro, di cui non mi ritenevo parte. E sognavo di vedere l' Italia in fiamme. La odiavo.
Sono dovuto venire qua, nel Regno Unito, per rivalutare gli italiani, per comprendere che fra le tante cose sbagliate che ne compongono la natura, ce ne sono altrettante giuste. E forse addirittura in percentuale maggiore che nei membri di altre più patriottiche nazionalità. All' epoca, quando partii, dissi: "Io non torno né per le vacanze né per i funerali." E così è stato. Da tre anni mi trovo a Londra e sono tornato in Italia solo una volta per votare, alle elezioni politiche del febbraio 2013. Sarei dovuto tornare a maggio di quest'anno, per votare alle elezioni europee, ma chi ha letto qui sa che non sono riuscito a prendere l' aereo. E pochi giorni fa ho raccontato la vicenda ad un polacco che lavora nella security dell'albergo dove sto attualmente lavorando anch'io, con l'incarico di seguire la rinnovazione e manutenzione del più grande living wall in Europa. E parlando gli ho detto che sono tornato in Italia solo una volta in tre anni.
-Proprio non ti piace, l' Italia!- ha esclamato.
-No-, ho risposto. -E' proprio l'opposto.- Le parole sono venute da sole, non pensate, e mentre si formavano mi rendevo conto che erano vere. -Mi piace tanto, ed è per questo che non posso vederla. Vado a votare per provare a fare quel che posso. Magari sarà inutile, ma nessuno potrà dire che non ho tentato di fare qualcosa.

Ognuno faccia ciò che si sente di fare. Io mi tengo lontano, perché non riesco a tollerare ciò che la maggior parte di voi sta facendo all' Italia. Io serbo tutto il mio sdegno per tutti quelli che "fuggono perché l' Italia non da loro niente", a loro che hanno solo preso e mai dato una briciola del loro impegno per rendere l' Italia un posto migliore. A coloro che incontro e che mi dicono quanto qui tutto sia meglio che in Italia sbatto sotto il naso cifre e fatti di tutte le porcate che avvengono in "questo paese perfetto", fregandomene se poi mi eviteranno, perché finché gli italiani non si renderanno conto del loro vero valore e lo accetteranno avranno sempre una scusa per non impegnarsi a fare meglio. Questo è ciò che posso fare io. Non è molto, ma non è neanche poco. Voi fate secondo la vostra coscienza.


E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade.
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/italia-e-italiani/frase-122447>

Wednesday, 11 June 2014

Nessuno ci ha insegnato ad amare

"But I say to you: love your enemies..." (Matthew 5:44)

Nobody taught us to love. And since we don't know hot to do, often and often we end alone, daunted by the effort necessary to learn. But how is it possible teaching to love, someone will think? Love is a sentiment, you can feel it or you can't. Moving from the Christan concept of love, I can just be of a different opinion. And we need to get the idea that love is a sentiment out of our minds, to replace it with the certainty that it is a way of life. And the sooner, the better.

Love is will, love is action, love is how we choose to treat who's around us. The butterflies into the belly, the dizziness, that's just chemistry, a system that Mother Nature devised to let us to overcome our fears. Fear to take commitments, fear to give birth, fear to live with another person. Fear to love. Probably, without this hormonal imbalance which we wrongly call love, but that's just falling in love, the humanity would have given up reproducing.

They should have skept something else in our edcation and taught us how to love, instead. We would have had a higher quality of life for sure.


"Ma io vi dico: amate i vostri nemici..." (Matteo 5:44)

Nessuno ci ha mai insegnato ad amare. E non sapendo come fare, sempre più spesso, decidiamo di restare soli, intimoriti dalla fatica necessaria per imparare. Ma come può essere insegnato ad amare, penserà qualcuno? L'amore è un sentimento, o lo si prova o non lo si prova. Partendo dal concetto cristiano di amore, non posso che pensare diversamente. E prima ci leveremo dalla testa l' idea che l'amore è un sentimento, per rimpiazzarla con la convinzione che si tratti di un modo di vivere, tanto meglio sarà per tutti.

L'amore è volontà, l' amore è azione, l' amore è come noi scegliamo di comportarci verso chi ci sta intorno. Le farfalle nello stomaco, la leggerezza di testa, sono solo chimica, un metodo che Madre Natura ha escogitato per farci superare le nostre paure. Paura di prendere impegni, paura di partorire, paura di vivere con un'altra persona. Paura di amare. Probabilmente, senza questo squilibrio ormonale che erroneamente chiamiamo amore, ma che è solo innamoramento, l' umanità avrebbe smesso di riprodursi.

Avrebbero dovuto tralasciare qualcos' altro nella nostra educazione ed insegnarci invece come amare. La nostra vita avrebbe sicuramente avuto una più alta qualità.



Saturday, 7 June 2014

Let her go

Maybe one day you'll understand why
Everything you touch surely dies...






Well you only need the light when it's burning low
Only miss the sun when it starts to snow
Only know you love her when you let her go

Only know you've been high when you're feeling low
Only hate the road when you’re missin' home
Only know you love her when you let her go
And you let her go

Staring at the bottom of your glass
Hoping one day you'll make a dream last
But dreams come slow and they go so fast

You see her when you close your eyes
Maybe one day you'll understand why
Everything you touch surely dies

But you only need the light when it's burning low
Only miss the sun when it starts to snow
Only know you love her when you let her go

Only know you've been high when you're feeling low
Only hate the road when you're missin' home
Only know you love her when you let her go

Staring at the ceiling in the dark
Same old empty feeling in your heart
'Cause love comes slow and it goes so fast

Well you see her when you fall asleep
But never to touch and never to keep
'Cause you loved her too much
And you dived too deep

Well you only need the light when it's burning low
Only miss the sun when it starts to snow
Only know you love her when you let her go

Only know you've been high when you're feeling low
Only hate the road when you're missin' home
Only know you love her when you let her go

And you let her go (oh, oh, ooh, oh no)
And you let her go (oh, oh, ooh, oh no)
Will you let her go?

'Cause you only need the light when it's burning low
Only miss the sun when it starts to snow
Only know you love her when you let her go

Only know you've been high when you're feeling low
Only hate the road when you're missin' home
Only know you love her when you let her go

'Cause you only need the light when it's burning low
Only miss the sun when it starts to snow
Only know you love her when you let her go

Only know you've been high when you're feeling low
Only hate the road when you're missin' home
Only know you love her when you let her go

And you let her go

Monday, 2 June 2014

Tempus edax rerum

Il tempo vorace distrugge (le cose) 
(Ovidio Ex Ponto liber IV 
lett. X Albinovano v.7 - 
"Metamorfosi liber XV v. 234"). 

E' strano, o forse no, come con il trascorrere del tempo le cose peggiorino. Se prima stavo sospeso fra l'impossibilità di tornare indietro e l'incapacità di andare avanti, adesso sono bloccato nella terra di nessuno fra passato e futuro, un presente che dovrei vivere ma che non riesco, o non voglio, vivere. Intrappolato fra l'impossibilità di tornare indietro e il non avere più qualcosa verso cui andare.
Nei luoghi che amavo non sono più il benvenuto, e là dove sono benvenuto non ho desiderio di andare perché troppi brutti ricordi vi aleggiano, in attesa di potermi colpire. La mancanza di desideri, di sogni, apre la strada all'apatia, e sempre più forte si fa la tentazione di scivolare a terra, in un angolo, appoggiare la testa al muro e là restare, con gli occhi chiusi, respirando piano, fin quando un velo di polvere si sarà depositato a nascondermi da coloro che, svogliatamente, potrebbero tornare indietro per cercarmi.
Niente resta di lotte e sacrifici, di errori, lezioni imparate, vittorie e risultati di cui essere fiero. Tutto ciò mi ha portato a niente. A che pro, quindi, redarre un nuovo piano, cercare un altro luogo dove credere di poter essere felice? A pro di chi e cosa rimboccarsi le maniche una volta ancora, piegare la schiena sotto i colpi del bastone e andare avanti stringendo i denti?
Due volte ho dato tutto, due volte tutto mi è stato portato via. Costruire ancora per vedermi tolto una terza volta? Quale sarebbe il mio giovamento? Anni, o forse solo mesi, di falsamente sperata felicità? Attorno a me troppe persone si sono lasciate andare, hanno rinunciato a lottare e delegato a me l'impegno di continuare. E se fossi io, questa volta, a fermarmi? Se dicessi basta, ora è il turno di qualcun altro, io mi siedo qui e aspetto?
Forse, tutto ciò di cui ho bisogno, è solo un luogo in cui nascondermi dal Mondo, il mio Altroquando introvabile.

Saturday, 31 May 2014

Sweet and bitter laughs





Haunted

I'm a haunted man. Haunted by a ghost of my past, someone I've not been able to chase away from my heart. Someone who didn't want me anymore, but who held against me that she had chosen me for life when I moved forward. She was deeply in me, a part of me which I couldn't tear off without shredding my soul. So she became a ghost, a ghost standing always at the edge of my mind, a ghost coming to me in my dreams, whispering in my ears when the sun rose. I craved for a new love able to cancel the old one, but the ghost was stronger.



With the time the presence of the ghost became clear, shown in a mistaken name, in a shred of memory, in a distant stare watching a lost skyline. A woman in love wants to be the fulcrum of your entire universe, she will not accept anything less but with suffering. To cast aside all my dreams, to reshape all my plans on yours, be able to hold this place just for you... is not all this to make you the fulcrum of my universe?





I can't deny what I am, I can't change it, nor I can cancel my past and who was part of it. You came after her in my life, I'm sorry, but no one can help with that. I hoped that the ghost receding would have been enough. It haven't. I'm twisting inside, now, because of the void you left. I can just wish you to find what you need, while you're chasing what you want.

Non è il tempo della volpe....

                                             ...ora il corvo è il mio dio.


Wednesday, 28 May 2014

Altri fantasmi


   
  Siamo destinati a vivere coi nostri fantasmi. Non appena uno di loro retrocede, spinto indietro dal tempo o allontanato a forza dalla nostra volontà, un nuovo volto compare a prenderne il posto. Qualcuno che abbiamo perso, qualcuno che non volevamo perdere, qualcuno che abbiamo scacciato per paura della perdita. E quel volto ora è lì, a marcare una parte di noi, un'esperienza che ci ha formati. E i marchi meno profondi, quelli dei dolci ricordi, sono quelli più dolorosi. Quel volto è lì insieme a molti altri, ultimo arrivato e in prima fila.
   Le persone che amiamo sono destinate ad essere perdute, nella carne o nello spirito, nella vita o nella morte. Ci lasceranno soli, soli in compagnia dei loro fantasmi, uniche entità a starci vicine nella solitudine del nostro animo. Saranno i compagni instancabili del nostro viaggio, i compagni silenziosi in una casa che pare ancor più vuota perché sappiamo che qualcuno non tornerà, compagni amorevoli che sussurrano le dolci parole dei ricordi nel profumo del vino, compagni spietati nel ricordarci i nostri fallimenti. Quell'ultimo volto giunto a mescolarsi alla folla possiamo tenerlo lontano quando ci addormentiamo, giungendo esausti o stravolti al nostro cuscino, ma sarà lì al nostro risveglio, a mostrarsi nel nostro primo momento di lucidità. 
   I fantasmi si allontanano, si fanno vaghi e invisibili quando la nostra mente è impegnata, quando è piena di musica fragorosa. Ma non appena ci fermiamo, non appena abbiamo tempo per pensare, eccoli ricomparire, per darci i loro baci e sorrisi, per dirci le loro parole crude e ferirci coi loro sguardi taglienti, per chiedere un perdono che hanno già ottenuto o per condannarci per ciò che non abbiamo commesso.
   I nostri fantasmi sono noi, parte di noi che ci è stata strappata o che abbiamo sacrificato, carne scavata col coltello o bruciata dal fuoco. Sono il sangue che zampilla da ferite fresche e aperte, sono la cicatrice di vecchie ferite che ci hanno abbattuto, sono la cancrena che ammorba la nostra anima. Belli e terribili, sfigurati dal rancore o algidi di disdegno, i fantasmi saranno nostri compagni fino all'ultimo giorno, quando finalmente ci libereremo di loro perdendo noi stessi. Per divenire la visione fugace che ha attraversato la vita di qualcun altro.

Sunday, 25 May 2014

Per noi che siamo fuggiti

Niente di meglio, per non pensare a ciò che si è appena perso, che guardare a ciò che abbiamo perso tempo addietro, a ciò che ci siamo lasciati alle spalle, magari senza conoscerlo o addirittura sapere che esistesse. Troppo spesso si danno per scontate le ricchezze del proprio territorio, ed un territorio così frammentato e spesso straziato come quello italiano, è così ricco di differenti bellezze che occorrerebbero molte vite solo per catalogarle tutte. Eppure, tanti di noi, hanno voltato le spalle alle bellezze della terra natia e di quelle circostanti, ed alle persone che da tali territori sono sorte, cresciute fra credi e costumi fra i più vari, persone che avrebbero potuto arricchirci ma che noi abbiamo rigettato.
 Per noi che siamo fuggiti verso altre luci che poi non abbiamo capito, inizierò da oggi a infilare, di quando in quando, piccoli cammei per ricordarci, o farci conoscere per la prima volta, i tesori che abbiamo così leggermente ignorato. Comincio col Salento, quella pianura che occupa gran parte del tacco della penisola, arsa dal sole, di terra rossa ed argillosa cosparsa di pietre calcaree fra cui fiori selvatici crescono in gruppi estesi, di distese di fichi d'india oltre i quali si vede un orizzonte costituito di mare azzurro, e sulle cui spiagge, ora di sabbia e ora di scoglio, il mesebriantemo cresce strisciando e coprendole di un vivace colore violetto.


Certo, qualcuno qua ha trovato la sua dimensione, qualcuno ciò che cercava e pochi ciò di cui avevano bisogno. Questo non toglie che come porci a cui hanno dato delle perle, noi le abbiamo calpestate e ci siam rivoltati contro i nostri tutori. Qualcosa scorre nel sangue di chi è nato sulle sponde del Mediterraneo. Non lasciamo che scompaia.


Saturday, 24 May 2014

Chop Suey*




Wake up (wake up)
Grab a brush and put a little make-up
Hide the scars to fade away the shake-up
Why'd you leave the keys upon the table?
Here you go create another fable

You wanted to
Grab a brush and put a little makeup
You wanted to
Hide the scars to fade away the shake-up
You wanted to
Why'd you leave the keys upon the table?
You wanted to

I don't think you trust
In my self-righteous suicide
I cry when angels deserve to die, die

Wake up (wake up)
Grab a brush and put a little make-up
Hide the scars to fade away the shake-up
Hide the scars to fade away the
Why'd you leave the keys upon the table?
Here you go create another fable

You wanted to
Grab a brush and put a little make-up
You wanted to
Hide the scars to fade away the shake-up
You wanted to
Why'd you leave the keys upon the table?
You wanted to

I don't think you trust
In my self-righteous suicide
I cry when angels deserve to die
In my self-righteous suicide
I cry when angels deserve to die

Father, father, father, father
Father, into your hands I commend my spirit
Father, into your hands
Why have you forsaken me?
In your eyes forsaken me
In your thoughts forsaken me
In your heart forsaken me, oh

Trust in my self-righteous suicide
I cry when angels deserve to die
In my self-righteous suicide
I cry when angels deserve to die

*A Chinese-style dish of meat stewed and fried with bean sprouts, bamboo shoots, and onions, and served with rice. (Oxford Dictionary)